Beat, la serata “Friendly Dance” al Versante: “L’idea è quella di invitare tutti a collaborare nella costruzione di un buon ricordo della serata vissuta”

“Il nostro salotto è giovane e deve sicuramente migliorare, ma proviamo a dare per il nostro piccolo seguito, una versione positiva di ciò che una situazione chilling/ festosa potrebbe essere”

Beat – Friendly Dance Session, la grafica pre evento è un manifesto della vita notturna con “vibes” positive. Come nasce il format?
Ci sono molte risposte a questa domanda, ma in sintesi il format nasce da un’idea, da una voglia di un gruppo di amici di creare una situazione danzante, lo definiremmo un salotto amichevole disimpegnato, dove la musica abbia libero corso in un ambiente circostante curato nei dettagli, sereno, sorridente e aperto a un utenza eterogenea o per lo meno ci proviamo.
Ritorna spesso la parola rispetto, dei luoghi e delle altre persone, è un modo per coinvolgere nella “corresponsabilità” della gestione del bene pubblico anche chi vive la vita notturna?
Si, il nostro intento è quello di stare bene e far stare bene chi partecipa ad un nostro evento. Per riuscirci deve essere prerogativa di tutti rispettare il posto, le persone e in qualche modo “collaborare” a un buon ricordo della serata vissuta.
La bellezza di questo manifesto è anche nella semplicità del parlare di una serata “safe” in cui tutti si sentano liberi di essere loro stessi e tranquilli nel loro spazio. Avete già avuto feedback su esperienze simili?
Si, questa “necessità” o mood nasce banalmente da situazioni vissute homemade, piccoli party in tempi non sospetti partiti nel periodo post covid, svariate esperienze di club e feste fuori dal confine nazionale e infine il fatto che non avessimo grandi stimoli come utenti dei nostri “spazi” urbani.
Occhio alle barriere: l’invito è a prestare attenzione a chi è intorno e ad eventuali barriere ma ricordiamo già quanto lavoro avete fatto voi per abbattere quelle presenti
Le nostre barriere più attuali guardandoci intorno, sono ideologiche ovviamente. “Il nostro salotto” è giovane e deve sicuramente migliorare, ma proviamo a dare per il nostro piccolo seguito, una versione positiva di ciò che una situazione chilling/festosa potrebbe essere. Poi “Occhio alle barriere” è ovviamente un ulteriore monito a curarsi del prossimo durante la serata, soprattutto in caso
difficoltà o disagi che potrebbero sorgere, mentre a livello “fisico”, il grosso del lavoro è stato fatto dalla struttura che ci ospita in questa puntata del format, il Versante Est, che ringraziamo tantissimo.
“Abbi cura di chi è intorno a te” è forse il modo migliore per descrivere il modo di intendere il vostro lavoro?
Sicuramente tra gli obiettivi più importanti del progetto. Anni di scorribande vissute ed esperienze spese nei vari ambiti dell’intrattenimento ci dicono di sicuro che un sorriso, un atteggiamento cortese e la cura di certi dettagli aiutano le persone negli eventi a vivere bei momenti. Non è facile ma ci proviamo.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Trani, emergenza abitativa. Merra (L. Guarriello): "Una panchina non è una casa"