Insegnanti e credito: la busta paga pubblica vale più di quanto si pensi quando si chiede un prestito

La cessione del quinto è un prestito in cui la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga, e il rischio per la banca dipende dalla solidità del datore di lavoro: quando il datore di lavoro è lo Stato italiano, quel rischio è praticamente azzerato

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Il comparto scuola è uno dei più grandi blocchi occupazionali del Paese, con circa 1,2 milioni di figure tra docenti di ogni ordine e grado, personale ATA, dirigenti scolastici e supplenti. Tutti gestiti dal sistema NoiPA del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e tutti, in misura diversa, nelle condizioni di accedere alla cessione del quinto con le condizioni riservate ai dipendenti pubblici, che sono, per dirla senza giri di parole, le migliori disponibili sul mercato.
La cessione del quinto è un prestito in cui la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga, e il rischio per la banca dipende dalla solidità del datore di lavoro: quando il datore di lavoro è lo Stato italiano, quel rischio è praticamente azzerato. Risultato: tassi più bassi rispetto al settore privato, approvazioni più rapide e una convenzione con il MEF che fissa condizioni dedicate.

Docenti di ruolo: la posizione più forte

Un insegnante con contratto a tempo indeterminato è, dal punto di vista delle finanziarie, un profilo ideale: stipendio stabile, datore di lavoro statale, TFR maturato e busta paga gestita su NoiPA da cui il certificato di stipendio si scarica in pochi minuti. L’importo ottenibile arriva fino a 75.000€ (in base al quinto massimo cedibile), con piani di rimborso da 2 a 10 anni e tasso fisso per tutta la durata. La rata non può superare il 20% dello stipendio netto ed è coperta da un’assicurazione obbligatoria su vita e impiego, inclusa nel costo del finanziamento.
Ma quanto può ottenere in concreto un insegnante con cessione del quinto? Dipende dallo stipendio. Un docente della secondaria con 15 anni di anzianità ha un netto mensile intorno ai 1.700-1.800€: il quinto cedibile è circa 340-360€ al mese, che su 120 mesi si traducono in un finanziamento nell’ordine dei 35.000-40.000€. Non poco, per un prodotto che non richiede garanzie aggiuntive.

Personale ATA: stesse regole, stesso vantaggio

Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, DSGA: il personale ATA accede alla cessione del quinto con le stesse modalità dei docenti. Il CCNL è lo stesso, il sistema stipendiale è lo stesso e anche la convenzione NoiPA si applica allo stesso modo. L’unica differenza è lo stipendio base, mediamente più basso rispetto a quello dei docenti, il che riduce l’importo massimo ottenibile. Ma il meccanismo e le condizioni restano identici.
Per chi ha già una cessione del quinto attiva e ha bisogno di ulteriore liquidità, esiste poi la possibilità di affiancare un prestito con delega di pagamento, portando la trattenuta complessiva fino a due quinti del netto. Come spiega il blog sulla cessione del quinto più letto in Italia, il cumulo tra i due strumenti è una leva poco conosciuta ma concretamente utilizzabile.

Supplenti: cessione del quinto con vincolo

Quella dei supplenti è la situazione su cui circola più confusione, poichè i supplenti con contratto a tempo determinato possono richiedere la cessione del quinto, ma a condizione che la durata del finanziamento non superi quella del contratto di lavoro. Una supplenza annuale (fino al 31 agosto o al 30 giugno) consente un piano di rimborso breve, il che limita sia l’importo ottenibile sia il numero di finanziarie disposte a concederlo. Non è impossibile, ma è più selettivo, e richiede di muoversi con tempistiche precise, meglio all’inizio dell’anno scolastico, quando la durata residua del contratto è massima.
Per i supplenti che vengono stabilizzati, il passaggio al tempo indeterminato apre immediatamente l’accesso pieno alla cessione del quinto, con le condizioni standard del pubblico impiego.

Le convenzioni NoiPA: il vantaggio del pubblico impiego

C’è, infine, nella scuola, un elemento che nel settore privato semplicemente non ha equivalente: la convenzione stipulata tra gli intermediari finanziari e il Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il sistema NoiPA, che fissa condizioni standardizzate e aggiornate periodicamente: tassi calmierati, massimali definiti e obblighi di trasparenza che vanno oltre quelli previsti dalla normativa generale sul credito al consumo. Non trattandosi di accordo commerciale tra una banca e un’azienda, ma di un quadro regolamentato a livello ministeriale, impatta in maniera concreta sul costo finale del finanziamento.

Per il personale scolastico, che rientra interamente nel perimetro NoiPA, significa poter confrontare le offerte sapendo che esiste un pavimento di tutela sotto il quale nessun intermediario convenzionato può scendere, un passaggio davvero utile nel momento in cui occorre orientarsi tra le diverse proposte disponibili in convenzione.

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