L’incerto futuro di “Impero” e “Supercinema” al centro del dibattito fra i candidati sindaco

I candidati a confronto sul futuro, ancora incerto e nebuloso, dei due cinema: “Ci vorranno almeno 5 anni”.

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di Stefano Conte

A ormai un mese dalle amministrative, i candidati sindaco si sono nuovamente confrontati sul futuro della città dal punto di vista culturale e artistico. Nell’incontro, svoltosi all’auditorium di San Luigi e promosso da un nutrito coordinamento di associazioni locali, sono state ipotizzate diverse visioni per quanto riguarda il futuro del cinema “Impero” e del “Supercinema”. 

Chiusi rispettivamente nel 2020 e nel 2008, sono stati acquistati dal Comune a fine 2023 con una delibera approvata all’unanimità. L’investimento, pari a 1,7 milioni di euro, è stato il primo passo per una rigenerazione immobiliare che dovrà scontrarsi con insidie e lungaggini burocratiche, ma che dovrà anche cercare di sfruttare al meglio eventuali finanziamenti regionali e nazionali. 

Come spiega l’avvocato Ninni De Feudis, che durante il confronto ha ufficialmente rinunciato alla sua candidatura a sindaco, in questi due anni l’amministrazione avrebbe potuto sfruttare diversi finanziamenti, anche europei. Un’occasione sfumata, che è arrivata anche a causa di una scarsa progettualità e pianificazione nei confronti dei due immobili. 

Per ovviare a questa situazione, il coordinamento di associazioni ha immaginato un modello civico di coprogettazione pubblico-privato, capace di offrire due contenitori culturali e artistici alla cittadinanza. 

A frenare gli entusiasmi, l’intervento di De Feudis che ha posto l’accento sulla complessità di offrire i due immobili in tempi brevi: “La capacità di indebitamento del comune non permette il restauro di questi due luoghi, ci vorranno milioni di euro e almeno cinque anni per ripristinare i problemi strutturali e per l’elaborazione di un progetto concreto”. 

Il candidato civico Giacomo Marinaro ha replicato, sottolineando come per amministrare una città “non bisogna guardare soltanto al domani, ma al medio e al lungo periodo. L’acquisizione era fondamentale, in quel periodo ad Andria un cinema veniva acquistato per farne un centro commerciale: noi vogliamo offrire contenitori culturali e, anche se non saranno pronti a breve, vogliamo provarci. Per le opere pubbliche serve pazienza, ma bisogna essere determinati da subito”. 

Dello stesso avviso, il candidato di centrosinistra Marco Galiano, che ha invitato i cittadini e le associazioni a porsi in dialogo e in ascolto:” De Feudis parlava di cinque anni almeno per restituire queste due fondamentali strutture. Io ci metto la firma per un tempo del genere: l’importante è iniziare a fare rete, incontrare e lavorare insieme per trovare un progetto e una soluzione condivisa, puntando in primis sulla co-progettazione”. 

Secondo Marinaro, al di là dell’approccio pubblico-privato, per evitare di perdere bandi e per rendere la città più competitiva, Trani ha bisogno di un ufficio cultura e turismo: “Serve una figura manageriale che faccia solo questo, capace di fare da collettore di turismo e cultura. E, oltre all’importanza di questa figura, serve anche maggiore coesione e comunicazione fra gli uffici per non farci trovare impreparati di fronte a occasioni e possibilità di bandi e finanziamenti” 

Anche il candidato di centro-destra Angelo Guarriello ha ribadito l’importanza sociale di offrire uno spazio culturale alla cittadinanza: “Dobbiamo difendere la cultura a Trani, che deve rinascere. Se sarò eletto sindaco, mi spenderò al massimo per riuscire a trovare una soluzione nel minor tempo possibile”. 

La candidata civica Angela Mercorio ha invece ricordato come tutta la sua visione della città guardi al futuro: “Sono idealista, sognatrice ma io ci credo, perché è impensabile che Trani non sia portatrice di cultura. Basta occasioni mancate e bandi mancati. Si deve produrre cultura, non solo economia e c’è un solo modo: iniziare con la coprogettazione pubblico-privato, puntando all’integrazione viva e attiva anche degli enti del terzo settore”. 

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