Salvatore, passione stadi e modellini: ogni giorno al lavoro nel suo laboratorio. “Mi diverto come un bambino”

Salvatore Bucci, barista, è autore di diversi stadi in miniatura, le richieste per i suoi lavori giungono anche da fuori regione

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Salvatore Bucci e due delle sue opere

L’accoglienza che ci riserva Salvatore è merce rara, un sorriso che non maschera la gioia della condivisione di una passione e la voglia trepidante di allineare i pin della spina con i fori della presa per illuminare i due gioielli che ha trasportato nella saletta del bar. «Mi diverto come un bambino» è il mantra che ripete spesso. Abbiamo intercettato una foto delle sue opere sui social, in uno dei gruppi Facebook dedicati al calcio locale, uno di quei gruppi di “memoria collettiva” e costruzione di un senso di appartenenza tra foto del passato e sostegno al presente. Sull’onda dell’entusiasmo per il record celebrato anche dai media nazionali delle vittorie inanellate dalla Soccer Trani, abbiamo chiesto a Salvatore di mostrarci il suo modellino del “Lapi”. Dietro quella gradinata biancoazzurra abbiamo però scoperto un mondo di immaginazione e passione, ore impegnate al banco da lavoro tra trucioli di legno, colla e seghetto.

Al mattino barista, di pomeriggio hobbysta: «Ultimamente mi ha contattato un gruppo di tifosi del Catanzaro, vorrebbero una miniatura del loro stadio, vediamo un po’ se riesco a organizzarmi». L’elenco dei suoi stadi in miniatura è lunghissimo, a partire dal suo “tempio del calcio”, l’Olimpico versione giallorossa data la sua devozione calcistica per la Roma. «Non sono un architetto nè faccio questo di professione però i modellini dei professionisti sono bianchi, neutri, a me piace studiare la struttura che vado a realizzare, renderla quanto più realistica possibile e soprattutto inserire le caratteristiche che rendono quello stadio unico». Dagli striscioni legati al Pupone alle “pezze” dei club tifosi locali, gli stadi di Salvatore diventano un modo per guardare da vicino le proprie passioni e immaginare di viverle. Uno sguardo dall’alto, la stessa che avrebbe un drone, una visione d’insieme che restituisce all’osservatore l’entusiasmo del sogno e dell’immaginazione.

La sua primissima opera risale agli anni ’70, ne conserva una foto, di quando poco più che bambino realizzò un cartonato tridimensionale dell’Olimpico: «C’era ancora mia madre, l’ho persa quando ero bambino e questo lo feci che lei ancora era in vita. Oggi mi diverto come allora nel realizzare queste miniature». Settimane di ricerca per il materiale giusto, per studiare le mappe, per capire come rendere riconoscibile da chiunque la miniatura: «Questo stadio comunale di Trani, il Lapi, l’ho realizzato molto prima che venissero installati i fari. Sono stato il primo forse a mettere i fari allo stadio» sorride. Dietro la tribuna c’è una sezione della 16bis, quella corrispondente alla zona Stadio di Trani, le “dogane”. Mentre la osserviamo, Salvatore sottolinea felice: «Non manca niente eh».

Questa passione, nei primissimi anni 2000, lo ha condotto anche in tv. «Lavoravo in una stazione di servizio in autostrada, al bar di un Autogrill. Avevo contatti con gruppi di tifosi che conoscevano questa mia passione. Uno in particolare, romanista, aveva contatti con Mediaset e Maurizio Costanzo. Ricevetti una telefonata, mi disse “Sono Maurizio Costanzo, voglio vedere la tua miniatura dell’Olimpico qui in studio” e credevo ovviamente fosse uno scherzo. Chiesi un recapito per mandare una videocassetta senza andare a Roma a vuoto, nel caso non piacesse. Mi richiamò e disse ti aspetto a Buona domenica. All’epoca non tutti avevano internet, i social non c’erano, quando chiesi due giorni di ferie in Autogrill con questa giustificazione, il direttore mi disse Se non ti vedo in tv ritieniti licenziato».

L’elenco degli stadi realizzati è lungo: dall’Olimpico a San Siro, «qui ci sono anche gli striscioni pubblicitari che si alternano, è da impazzire quello che ho fatto per San Siro, anche i led alternati per le partite in casa di Milan o Inter. Poi il Viviani di Potenza, il Degli Ulivi di Andria ed altri ancora. «Un mese e mezzo circa, questo è il tempo che impiego per realizzare uno stadio generalmente. Mi piace, mi diverto. Davvero, come un bambino». Il sogno? Una mostra nella sua Trani: «Ho già esposto qualche modellino a Bariblu, mi piacerebbe realizzare una mostra anche qui a Trani».

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Commenti

  • franco (utente non verificato)

    lo stadio appena ingrossato-diciamo per la partita del NAPOLI….