“Tutti vogliono un cane, pochi hanno la pazienza di gestirlo. Cerchiamo volontari”: l’appello della Lega del Cane

Stefano Conte

La sezione locale della Lega del Cane attualmente accoglie una settantina di ospiti, gestiti da pochi volontari assidui: per le loro cure veterinarie, pulizia ed eventuali controlli c’è la necessità di nuovo personale.

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La Lega Del Cane è un’associazione composta interamente da volontari che, come spiega la referente Mariella Lavarra, sono attualmente una decina, ma non assidui: “In pianta stabile siamo in due, tre e gli altri, anche per impegni lavorativi, riescono a darci una mano solo nei giorni festivi”.

Un numero insufficiente, che non riesce a colmare il fabbisogno delle cure di cui necessitano gli ospiti del rifugio: “Abbiamo bisogno in particolar modo di un paio di persone disponibili alla loro cura, come il trasporto dal veterinario, la loro pulizia o i necessari controlli”. L’unico requisito richiesto è quello di essere automuniti, in caso contrario, la Lega è alla ricerca di persone volenterose che aiutino a diffondere i loro appelli di adozione sui social, occupandosi della comunicazione online.

La maggior parte dei cani, ci chiarisce Lavarra, si trovano lì in seguito a rinuncia di proprietà da parte dei proprietari: “Oggi sempre più persone vogliono adottare un cane, ma molti non hanno la consapevolezza e la responsabilità necessaria”. La rinuncia porta diverse problematiche all’animale, che sviluppa un carattere problematico, o peggio aggressivo o autolesionista.

Evidenzia Lavarra che, fortunatamente, oggi ci si può facilmente affidare ad un educatore, che si occupa di trovare soluzioni per far star meglio gli ospiti del Rifugio, che però difficilmente vengono recuperati completamente. Capita inoltre che molti cani vengano maltrattati, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente: è il caso dei padroni che li segregano, non portandoli mai fuori casa. Una violenza sottile che però è sempre difficile da dimostrare in sede giudiziaria.

Ed è proprio la sensibilità sul tema quella su cui è necessario lavorare. La responsabile evidenzia la volontà della LNDC di voler pensare in grande: “Sarebbe molto bello se le scolaresche iniziassero a partecipare a giornate informative sul tema, o portando i ragazzi qui al rifugio, per sviluppare una maggiore consapevolezza sulla nostra realtà”.

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